Influencer Marketing: Un approccio qualitativo e quantitativo per il posizionamento dei brand

Da una ricerca svolta all’inizio del 2020 è emerso che il 91% delle aziende intervistate considera efficaci le campagne di Influencer Marketing.
Con il 2019 infatti, erano stati introdotti diversi cambiamenti nel modo di fare marketing da parte delle aziende, e tra questi possiamo sicuramente ricordare l’attenzione rivolta agli influencer quali veicolo per comunicare verso audience poco permeabili dalla comunicazione tradizionale.

Ad oggi, in tempi di emergenza Covid-19, l’azione degli influencers è chiaramente aumentata, con la produzione di contenuti di qualità sempre più vicini ai reali bisogni delle persone. 
L’influencer marketing continua così ad affermarsi oggi come una delle principali leve di dialogo per i brand, offrendo nuove modalità per veicolare la propria filosofia, diffondere messaggi e iniziative di valore.

Prima di iniziare a muovere i primi passi di una campagna Influencer però, molte sono le domande a cui ci si trova a dover rispondere. Eccone alcune:

  • Come individuare il giusto influencer per la propria campagna?
  • Come costruire contenuti che valorizzino l’identità del brand?
  • In cosa consiste il media kit per una campagna di influencer marketing
  • Come definire obiettivi e KPI per misurare i risultati?

Analizziamo lo scenario

A livello mondiale la spesa in Influencer Marketing continuerà a crescere e, secondo le previsioni, toccherà la cifra di 10 miliardi nel corso dell’anno 2020.

La ricerca La customer journey dell’Influencer Marketing svolta da Buzzoole ha messo in luce che in Italia il 53% delle aziende ha ancora un approccio poco maturo, ma l’83% degli intervistati ha dichiarato di voler investire in questo tipo di attività.

  • Il 91% trova che l’influencer marketing sia uno strumento efficace e il 65% misura con precisione il Roi di questo tipo di attività.
  • L’87% degli intervistati ha utilizzato come canale preferenziale Instagram.
  • Le campagne mirano principalmente sulla brand awareness e sul coinvolgimento, ma cresce il numero di quelle orientate alle vendite (36%).
  • Dal 2016 il numero di micro-influencer utilizzati dalle grandi imprese è aumentato del 300%.
  • La difficoltà principale per chi gestisce la campagna all’interno dell’azienda è reperire il giusto influencer.

Covid-19 e social distancing

In un momento storico come questo, caratterizzato da uno scenario sociale profondamente surreale e inaspettato, come si può davvero attrarre l’attenzione degli utenti? E come evolve la comunicazione dei brand?

Dal punto di vista dei contenuti, si manifesta una nuova tendenza: considerata la limitata possibilità di muoversi, le persone dispongono di molto più tempo libero e i consumatori sono maggiormente predisposti alla ricerca di contenuti utili, informativi e risolutivi.

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Ad esempio, l’allenatore di fitness Joe Wicks (The Body Coach) ha risposto ai limiti imposti dall’autoisolamento, creando numerosi contenuti video per permetter ai propri follower di continuare ad esercitarsi, mantenendo un contesto di totale sicurezza.

Per questo ha realizzato anche una serie di lezioni video per garantire che i bambini, costretti in casa, potessero fare ancora sufficiente esercizio e movimento.

Con i consumatori sempre più alla ricerca di contenuti di questo tipo, si riafferma il vero uso dell’influencer marketing e la necessità, da parte dei brand, di interagire con quei creatori di contenuti che nel tempo hanno conquistato influenza grazie a talento, conoscenza ed esperienza.

Il bisogno dei brand di mostrare umanità

Nell’emergenza si torna alla semplicità e i brand devono stare vicini ai loro pubblici che sono alla ricerca di una nuova normalità. Di fronte a un fenomeno che stravolge le vite delle persone, e di conseguenza il loro rapporto con beni, servizi e brand, bisogna continuare a comunicare senza perdere il contatto con le persone.

In questo contesto, i brand devono abbracciare collaborazioni con influencer in grado di condividere la loro filosofia per diffondere messaggi e iniziative di valore. La combinazione dell’influenza del marchio con quella di un abile motivatore digitale diventa così uno strumento potente per aumentare la consapevolezza, la visibilità e l’impatto del brand.
Fonte: Influence Intelligence, What COVID-19 means for Influencer Marketing

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Le persone scelgono le marche che agiscono concretamente, che hanno qualcosa di rilevante da dire al mondo e che lo fanno senza filtri.
Per questo motivo, i brand spesso scelgono di parlare attraverso gli influencer perché capaci di avvicinarli alla loro audience e di trasmettere un messaggio in modo più diretto e autentico.

Trend per Brand e Creator

Ecco quali sono i 5 aspetti a cui si deve dedicare la maggior attenzione nella definizione di una campagna di Influencer Marketing:

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  1. Professionalizzazione dei Creator
    Il mondo degli influencer è sempre più competitivo e per questo i creator dovranno aumentare il proprio livello di professionalità e creatività.
  2. Collaborazioni meno occasionali
    Volontà di attivare collaborazioni continuative con i creator per progettare attività coerenti con il piano strategico di comunicazione annuale.
  3. Automazione
    Da tool sofisticati per la ricerca degli influencer a piattaforme per la gestione completa del rapporto e la misurazione puntuale dei risultati di campagna.
  4. Autenticità
    Quest’anno tutti gli attori del mercato (brand, piattaforme, influencer) non potranno prescindere dalla ricerca concreta di genuinità e trasparenza.
  5. Piattaforme e formati
    Instagram manterrà il suo primato e Tik Tok inizierà a fare sul serio, facendo crescere l’attenzione verso i video, in particolare nella forma breve.

Strategia e processo

Sono quattro le attività da mettere a terra, secondo una progettazione strategica, per attivare un processo di comunicazione utilizzando la leva di influencer marketing.

1.(Auto)analisi del brand messaggio e utilizzo delle piattaforme social.
È fondamentale chiarire quello che è il messaggio di comunicazione che vogliamo associare ad un prodotto. Prima di preoccuparci di quello che gli altri (influencer) possono dire di noi, dobbiamo avere una chiara e definita idea di quello che noi vogliamo comunicare.
Per fare questo, al di là delle caratteristiche tecniche, dobbiamo associare al nostro prodotto una serie di elementi che riguardino uno storytelling e un racconto originale e accattivante.

2. Obiettivi e KPI per calcolare la riuscita.
É fondamentale definire gli obiettivi legati alle singole azioni di influencer marketing, così da evitare fraintendimenti e malintesi e per avere ben chiaro la finalità che si vuole perseguire. Alla scrittura degli obiettivi segue lo stabilire, fin da subito, quali sono i KPI con i quali misurarli.

3. Definizione del target e di conseguenza dei giusti influencer.
Conosci bene i tuoi clienti? Sai chi è il tuo pubblico e cosa è importante per lui? Quale messaggio vuoi condividere? Avere una risposta a queste domande è importante perché la collaborazione con un influencer serve in primis a costruire delle relazioni e a stabilire un rapporto di fiducia con le persone.

4. Budget, benefit e attività che il brand può mettere a disposizione.
Quando parliamo di compenso non è solo una questione di soldi. I brand devono infatti pensare di poter offrire occasioni di creazione contenuto agli influencer. É necessario essere creativi e ragionare anche al di fuori di quello che è l’ammontare di budget a disposizione, cercando di coinvolgere l’influencer anche con altre leve di supporto.

Una volta definiti tutti questi aspetti, non resta che dedicarsi all’attività, individuando i giusti influencer, coinvolgendoli con un preciso brief, alla luce di un workflow definito in precedenza e condiviso. Quindi dedicarsi al monitoraggio.

Posted on 26 Ottobre 2020 in blog_nuovo

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